Kanten

Conoscete questo dolce al cucchiaio naturalmente vegan?

È delizioso e facilissimo da realizzare, ed è piaciuto anche a tutti gli onnivori a cui l’ho proposto, anche a quello più “difficili”.

L’ingrediente principale è l’agar agar, un gelificante 100% vegetale che si ricava da un’alga e che si trova in commercio sotto forma di fiocchi, filamenti o in polvere. Personalmente preferisco utilizzare le prime due tipologie perché a volte la polvere ha un sapore particolare che altera negativamente il risultato finale. I fiocchi o i filamenti invece sono totalmente insapori, almeno questa è la mia esperienza. Fatemi sapere la vostra!

Ecco gli ingredienti:

– 1 litro di succo di mela limpido bio

– 12 grammi di agar agar

– buccia di 1 limone non trattato

– frutta a piacere

Procedimento:

Portare ad ebollizione il succo di mela con l’agar agar e la buccia di limone e lasciar bollire pochi minuti fino a che l’agar agar non sia completamente sciolto. Nel frattempo in una ciotola grande tagliare la frutta (i risultati migliori si ottengono con fragole, pesche oppure meloni. In alternativa, magari in inverno, si può utilizzare succo di limone e di zenzero insieme). Versare il succo di mela bollente sopra la frutta e attendere qualche ora che si sia tutto solidificato, Frullare con un frullatore ad immersione e servire cosparso di granella di mandorle. GNAM!

Circhi e parchi acquatici

Ho già detto e ribadito che gli animali non sono oggetti né si trovano in questo mondo perché noi possiamo farne ciò che vogliamo. Ormai questo per me è un punto fermo. E sempre per questo motivo sono totalmente contraria ai circhi con gli animali, compresi delfinari o cose simili.

Anche se i circensi negano è chiaro che gli animali non tengono affatto ad esibirsi saltando in cerchi di fuoco o pedalando biciclette, facendo i funamboli o i ballerini o gli equilibristi.

Per costringerli perciò a svolgere esercizi del genere vengono torturati e sottomessi. Vengono strappati al loro habitat naturale e costretti ai lavori forzati perché persone inconsapevoli (spero) possano divertirsi vedendoli in atteggiamenti totalmente innaturali e dolorosi per loro.

Per imparare a stare in piedi su due zampe gli orsetti vengono incatenati per il collo o vengono loro bruciate le zampe anteriori cosicché non riescano più ad appoggiarle. Le tigri e i leoni vengono frustati e punzecchiati con uncini. Gli elefanti anch’essi vengono picchiati e spesso incatenati a terra con le zampe bloccate. Chi di voi non ha mai visto “Dumbo l’elefantino volante” nel quale alla madre incatenata viene sottratto il figlio? Una cosa talmente “di normale amministrazione” che ci hanno fatto pure un cartone animato per bambini. Il lavaggio del cervello fin da piccoli.

Personalmente ho visto una giraffa, un elefante e alcuni cammelli all’aperto, senza alcun riparo, al freddo di dicembre mentre stava iniziando a nevicare! Sono animali che vivono in aree calde del pianeta, se non è maltrattamento non saprei in quale altro modo definirlo.

Le foche e i delfini poiché hanno la pelle molto delicata e le ferite si noterebbero troppo, vengono affamati e poi costretti a compiere movimenti innaturali; solo se l’esercizio è stato eseguito correttamente viene dato loro un po’ di cibo, un contentino. Poi si ricomincia. Il trucco della privazione del cibo viene utilizzato anche gli per altri animali ovviamente, oltre agli altri metodi terribili di cui ho già parlato.

Gli animali del circo non si divertono. Gli animali del circo vivono nel terrore costante, per questo non si ribellano. Non perché sono felici e contenti come vorrebbero farci credere i loro aguzzini.

Ho visto video di scimmiette prese a schiaffi che urlavano a squarciagola, grossi felini rinchiusi in gabbie minuscole e sporche, orsi incatenati per il naso, elefanti pungolati e percossi con le forche per il fieno, cammelli picchiati con bastoni di metallo per farli muovere. E davanti a loro, dopo ore e ore di torture, un pubblico che ride, famiglie con bambini che non sanno o non vogliono sapere quanta sofferenza ci sia dietro quello spettacolo divertente ai loro occhi. Riuscite ad immaginare qualcosa di più agghiacciante?

Povere anime soggiogate, completamente schiave dell’unico animale sulla terra capace di procurare tanto orrore senza ragione. E pensare che ci riteniamo la specie più evoluta…

Per fortuna esistono anche molti circhi senza animali nei quali si esibiscono bravissimi artisti consenzienti e con la coscienza pulita. Loro sì che meritano il nostro applauso!

Per approfondire:

https://www.agireora.org/circhi/

http://www.today.it/animali/violenze-animali-circo-regno-unito.html

https://www.animalequality.it/intrattenimento/circhi/

https://www.lav.it/aree-di-intervento/animali-e-spettacoli/circhi

https://www.lav.it/aree-di-intervento/animali-e-spettacoli/zoo-e-circhi-dacqua

Perché sono ancora vegana?

Sono passati circa 6 anni da quando ho aperto gli occhi. Non si tratta di aver preso una decisione, come scegliere un viaggio o un appartamento ma di aver preso consapevolezza e aver capito troppe cose che, per come ero stata cresciuta ed abituata fin da piccola, non avevo mai preso minimamente in considerazione.

Il web purtroppo è pieno di video ed articoli di sedicenti ex-vegani che spiegano perché non lo sono più ma in realtà il problema è che non lo sono mai stati. Queste sono persone hanno semplicemente seguito un’alimentazione vegetale per un periodo più o meno lungo e per svariati motivi come la moda, la salute, la voglia di mettersi alla prova o di sperimentare su sé stessi ma di certo non per etica.

Di certo non perché un giorno si sono immedesimati in quel maiale sgozzato che sta affogando nel suo stesso sangue, né in quel pulcino maschio gettato vivo nel tritacarne pochi minuti dopo la sua nascita; non si sono di certo immedesimati nemmeno in quella mucca incatenata e ingravidata artificialmente alla quale viene poi sottratto e ucciso il figlio e rubato il latte, forzata fino allo stremo con le mammelle doloranti munte senza sosta da una macchina; non si sono immedesimati in quella volpe scuoiata viva senza anestesia o percorsa da una scarica elettrica a 220V e tantomeno in quel tonno morto lentamente per asfissia e schiacciato nella rete da centinaia di suoi simili o con il palato perforato da un amo da pesca. E potrei andare avanti all’infinito.

Dal momento in cui ti metti nei panni della vittima senti il suo dolore, la sua paura e disperazione anche se la vittima non è umana. Anzi, poiché non può parlare per difendersi, per far valere i propri diritti, ci si sente ancora più in dovere di prendere la sua parte e di parlare per lei.

E quando si arriva a questo livello di empatia (che non è un super potere ma in questo caso si tratta soltanto di guardare in faccia la realtà) non si può più tornare indietro. Ci si accorge di aver vissuto nell’inconsapevolezza per anni e anni procurando dolore, sofferenza e morte.

Come si può tornare indietro dopo che si è scoperto la verità? Come si può tornare volontariamente nella menzogna? Ci sono mille scuse che possiamo trovare ma nessuna mai e poi mai può giustificare la crudeltà. E se non si è dei pazzi o dei criminali non si può ricominciare ad uccidere. Altrimenti se questo accade è semplicemente perché non si è mai stati vegan.

Perché il veganismo non è una dieta. È rendersi conto che gli animali non sono sulla terra al nostro servizio affinché noi possiamo arbitrariamente deciderne la vita o la morte, la gioia o la sofferenza. Non ne abbiamo alcun diritto. Il vegano è una persona che prende la sacrosanta decisione di non ferire e uccidere gli altri, umani o animali che siano. A meno di non essere degli assassini o dei violenti (e so che la maggior parte di voi non lo è affatto) alla fine essere vegani è solo la semplice e logica conseguenza dell’aver preso coscienza di cose che ignoravamo, non per colpa nostra, non perché siamo dei mostri, ma perché la società in cui siamo nati e cresciuti ci ha insegnato cosa è giusto e cosa è sbagliato secondo criteri iniqui.

Ma una volta che siamo venuti a conoscenza di certe cose e ci siamo detti: “come ho potuto per così tanto tempo vivere in questa sorta di Matrix??” Scatta un meccanismo, un modo di vedere il mondo umano e animale del tutto diverso, più equo e giusto, e soprattutto più obiettivo. E questa non è una cosa della quale si può decidere di dimenticarsi, si sorpassa un limite dal quale non è più possibile indietreggiare.

Queste persone parlano di motivazioni futili: “non ero a mio agio alle cene con i colleghi”, “mi mancava il sapore del prosciutto”, oppure anche “avevo una dieta troppo limitata”, “non mi sentivo bene”, ecc. Ma… riflettiamo un attimo con umiltà: ci si sente a disagio a scegliere di non uccidere solo perché tutti lo fanno? Il piacere del palato di 5 minuti vale di più di una vita? E se la nostra alimentazione è misera forse dobbiamo semplicemente comprare un bel libro di ricette vegan o fare una ricerca su internet e stupirsi della varietà infinita di piatti che possiamo mangiare, con tanto gusto e senza crudeltà. Se non ci sentiamo bene o non abbiamo la più pallida idea di come comporre un pasto vegano equilibrato e sano possiamo contattare un nutrizionista vegano.

Se abbiamo aperto gli occhi troviamo il modo per andare avanti per difendere le vittime. Sempre. Qualunque cosa accada. Perché non c’è e non ci sarà mai una motivazione valida per non farlo.

Vegani incoerenti?

“Ah ma voi vegani siete degli ipocriti… non sapete quanti animali vengono uccisi nel l’agricoltura? Una marea di insetti! Se, come dite voi, ogni vita è importante allora come potete permettere che vengano uccisi per produrre il cibo destinato a voi?” Se siete vegani questa è una delle tante “perle” che sicuramente vi siete sentiti dire almeno una volta.

Ok, allora siamo razionali e partiamo subito con i numeri: per ottenere un 1 kg di carne sono necessari (a seconda della specie) da 15 a 22 kg di vegetali da dar da mangiare all’animale ovviamente per farlo crescere.

Se noi andassimo a consumare direttamente quei vegetali anziché ingrassare un animale per poi torturarlo e ucciderlo non salveremo forse un maggior numero di insetti? Senza contare quante persone in più potrebbero mangiare anziché soffrire la fame mentre 4 miliardi di mucche e decine di miliardi di altri animali vengono invece nutriti per essere poi trasformati in cibo per noi. Pazzesco no?

Ma torniamo agli insetti che a quanto pare stanno molto a cuore ai nostri amici che ci pongono davanti a questo dilemma: siamo veramente dei vegani ipocriti killer di cavallette?

Dicevamo che comunque un’alimentazione Vegan salva molti più insetti di quella onnivora ma, è certo, una seppur minore quantità di questi viene inevitabilmente anche se involontariamente uccisa durante i processi di coltivazione, raccolta e lavorazione di cereali, verdure, legumi ecc. E quindi? Che alternative abbiamo? Purtroppo a questo non c’è rimedio. Non possiamo vivere di sola aria e neanche possiamo volare per evitare di calpestare le formiche mentre camminiamo. Non siamo perfetti e lo sappiamo ma facciamo del nostro meglio. Facciamo quanto più possiamo per recare minor danno possibile al prossimo.

Personalmente credo che queste accuse siano solo un alibi dietro il quale trincerarsi per continuare a mangiare animali e per giustificarsi di qualcosa che in realtà non può essere in nessun modo giustificato. Poiché non è possibile essere salvare tutti gli animali del mondo allora non ha senso cercare di salvarne neanche uno. Torturiamo pure maiali, mucche, galline ecc negli allevamenti intensivi. Tritiamo vivi i pulcini e rubiamo il latte ai vitellini, poi uccidiamoli tutti e mangiamoceli, così si che siamo coerenti! La fantastica “coerenza del menefreghismo”…

Ma ATTENZIONE. Facciamo un ragionamento all’inverso. Se vi dicessero: non è possibile salvare tutti gli animali, sei d’accordo? Ok. Bene allora uccidiamo anche il tuo cane e il mio gatto e stasera facciamo una bella grigliata con i loro corpi fatti a pezzi, spelliamoli e affondiamo i denti nella loro carne. Che differenza fa? Non possiamo salvare tutti gli animali, tanto vale non provare neanche a salvarne uno. Come come? Cani e gatti no? Ma… chi è l’incoerente adesso???

Ovviamente so bene che esistono anche persone che non si farebbero problemi ad ammazzare un cane o un gatto, purtroppo spesso si hanno notizie di cani e gatti picchiati, abbandonati e uccisi, come so che in giro ci sono anche esseri spregevoli che picchiano e uccidono la moglie, il marito, i figli, il vicino di casa ecc. Non vorrete essere “coerenti” anche voi fino a questo punto vero???

Per approfondire:

https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=596

https://www.atra.info/index.php/it/2015-03-09-14-22-09/alimentazione-veg

http://www.noi-animali.org/veg/dati/

http://progettoscuolevegan.weebly.com/uploads/2/4/2/8/24281627/mostra_ambiente_e_risorse.pdf

Sicuri di non comprare pellicce?

Da quando ho iniziato a “vedere” gli animali non più come degli oggetti ma per quello che realmente sono, ovvero degli individui senzienti con una propria personalità e intelligenza , mi sono informata mi sono informata molto su cosa accade negli allevamenti degli animali “da carne”, nella pesca, nell’industria di latte e uova ma non avevo mai approfondito fino a poco tempo fa il tema delle pellicce. “Non ne ho mai acquistate in vita mia” mi dicevo “quindi è un argomento sul quale non ho bisogno di prendere informazioni”. Ebbene mi sbagliavo. Ma di grosso! Perché?

Avete presente gli ornamenti delle giacche? Nella maggior parte intorno al cappuccio o al collo ma a volte anche ai polsi? Nella maggior parte dei casi sono pelliccia VERA. Spesso anche di cane o di gatto, a seconda del paese da cui proviene. Sono rimasta scioccata da questo è da ciò che poi c’è dietro. Avevo già smesso di comprarne , giusto per scrupolo, credendo erroneamente che comunque si trattasse quasi sempre di materiale sintetico. Per fortuna! Anche la maggior parte delle persone che si dichiarano contrarie alle pellicce infatti, non si rendono conto di averne una proprio intorno al loro collo!

Detto questo, ecco coda ho scoperto quando ho deciso di informarmi anche su questo tema.

Sono 70 milioni gli animali allevati e 10 milioni quelli catturati in natura ogni anno per soddisfare la richiesta di pelliccia nel mondo: visoni, volpi, procioni, conigli, ma anche cani e gatti.

In Italia e in UE si utilizzano per l’uccisione i seguenti metodi:

1. ASFISSIA: per gli animali di piccola taglia, come ad esempio i visoni, con monossido e biossido di carbonio.

2. ANNEGAMENTO: anche questo metodo è utilizzato per animali di piccola taglia come ermellini e zibellini perché è più facile trattenerli sott’acqua fino alla morte.

3. FUCILAZIONE: con armi da fuoco o pistole ad aria compressa viene sparato direttamente in testa all’animale di medie o grandi dimensioni.

4. ELETTROCUZIONE: utilizzata per uccidere volpi, cincillà e nutrie: l’animale viene immobilizzato e gli viene inserito un elettrodo in bocca e l’altro nell’ano. Una scarica a 230 volt lo uccide fra atroci sofferenze.

5. DISSANGUAMENTO: utilizzata su animali di media e grossa taglia, viene tagliato loro la gola o l’addome e vengono lasciati morire lentamente.

Con i primi 4 metodi appena descritti si ottiene il massimo del rendimento perché la pelliccia viene danneggiata poco o niente, né tagliata o macchiata con il sangue.

Questo è ciò che avviene in Europa ma non dimentichiamoci che i nostri cappellini con pon-pon, borse con ornamenti di pelo e giacche provengono anche da altri continenti. Nel sud-est asiatico e in particolare in Cina vengono regolarmente utilizzati gatti e cani, i primi spesso uccisi anche impicciandoli con un filo di ferro, i secondi aperti con un coltello senza pietà. Alcuni sono allevati in piccole gabbie al freddo perché la loro pelliccia di sviluppi maggiormente.

In Canada i cuccioli di foca vengono catturati nel loro habitat, scuoiati vivi sul posto e abbandonati ad una morte lenta e atroce. Questo orribile procedimento viene utilizzato anche altrove, anche se illegale, e anche su altri animali: lontre, coccodrilli, conigli, cani ecc ecc. Ricordo con orrore un video in cui per ottenere la lana d’angora i conigli venivano immobilizzati e veniva strappato loro il pelo senza pietà, fra le grida di dolore di questi poveri animali senza colpa.

Di qualsiasi animale si tratti, che siano can, gatti, oppure volpi, ermellini, procioni ecc. che differenza fa? Chi di loro merita di subire torture orribili e morire per la nostra stupida vanità? Che il nostro cappuccio sia decorato con pelliccia di pastore tedesco importato dall’est o di volpe legalmente uccisa in Italia che differenza fa?

Smettiamo di comprare pellicce e anche pelli, piume, lana, seta… non ne abbiamo bisogno! Ci sono innumerevoli alternative belle, calde e confortevoli che non provocano morte e sofferenza. La richiesta la facciamo noi. Il mercato siamo noi. Il cambiamento SIAMO NOI.

Per approfondire:

http://www.animalfree.info

https://www.vegfacile.info/vestire-vegan.html

http://www.disinformazione.it/pellicce.htm

https://www.viverevegan.org/approfondimenti/foto-e-video/conigli-dangora-scuoiati-vivi-in-cina/

https://www.inseparabile.com/cronaca.htm

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pelliccia

http://www.animalamnesty.it/news.php?id=2

Pesto agrumato broccoli e mandorle

Ingredienti:

80 gr di pasta corta integrale

1 cipolla piccola

100 gr broccoli

10 gr di mandorle (meglio se tostate)

Il succo di mezza arancia

Sale

Olio EVO

Procedimento:

Lessare i broccoli per qualche minuto in acqua salata; io preferisco che rimangano croccanti, in questo modo il pesto sarà più rustico, più granuloso. Scolarli e nella stessa acqua cuocere la pasta. Nel frattempo in una padella soffriggere la cipolla, aggiungere il succo d’arancia e far sfumare. Frullare i broccoli con le mandorle e un filo d’olio, aggiustare di sale e quando la pasta è cotta unirla al soffritto e al pesto mescolando il tutto.

Buon appetito!

Comprare o scegliere una vita

Comprare un cane o un gatto, ma anche adottarlo pretendendo di sceglierne il colore del pelo, degli occhi e la razza più soddisfa il nostro stupido gusto estetico sono cose che non tollero.

Quando ancora non ero vegan, e non ci pensavo neanche lontanamente, ho adottato i 2 gatti che vivono tutt’ora con me. Li ho presi a distanza di 3 mesi uno dall’altro e in entrambi i casi mi sono sentita in forte imbarazzo nel momento in cui avrei dovuto “sceglierli”. In base a cosa avrei dovuto preferire una vita anziché un’altra? Un gatto bianco con gli occhi azzurri merita una famiglia amorevole e un povero tigratino grigio con gli occhietti storti deve morire solo?? Giuro, non ce la facevo, e infatti non l’ho fatto. Nel primo caso me ne hanno messo uno in braccio, uno a caso, e non l’ho più lasciato. La seconda volta è stata lei a venire da me, tutti gli altri si erano nascosti ma la Gigia no. E col senno di poi mi viene da pensare proprio che lei fosse destinata a me, perché lei di solito si nasconde sempre quando in casa arrivano ospiti. Ma quando ha visto me per la prima volta no.

Allo stesso modo non riesco a capire come si possa acquistare una vita. Soprattutto dal momento che i canili, i gattili e le varie associazioni sono piene di animali che cercano disperatamente una casa. Per ogni animale acquistato ce n’è un altro che muore nella gabbia fredda, sporca e triste di un canile ad esempio.

Negli allevamenti cani e gatti vengono fatti nascere apposta per coloro che ne fanno richiesta, per coloro che vogliono quella razza lì, quel colore lì, quella taglia lì, così come si sceglie un vestito, un’automobile, un qualsiasi oggetto inanimato. Vi sembrerà un paragone esagerato ma… scegliamo il colore degli occhi e dei capelli dei nostri figli? Se i nostri figli non sono belli come il sole non hanno diritto ad essere amati?

Guai poi se l’animale ha più di 2/3 mesi. Tutti vogliono il cucciolo, che magari poi non sanno gestire, dopo pochissimi mesi l’animale è già vecchio, già “scaduto” nessuno lo vuole più. Se poi ha qualche disabilità o malattia non ne parliamo.

Mi sono giurata che se avrò la possibilità in un futuro di dare ospitalità di nuovo ad un animale nella mia casa chiederò alle volontarie quello più difficile da far adottare, quello che non vuole nessuno, quello che non avrebbe mai una chance di ricevere amore e una casa tutta per sé.