Perché le uova no?

PULCINI

Mi domandano di tutto ma non sempre vogliono la risposta. Non so perché. Mi hanno detto “non capisco proprio perché i vegani non mangiano le uova e i latticini… la carne posso capire ma il resto proprio no!” Io con tutta la flemma possibile ho risposto educatamente: “ok, se vuoi te lo spiego” replica: “no no non mi interessa”. A volte si critica tanto per criticare. Si sceglie di rimanere nell’ignoranza, forse per paura che le nostre convinzioni vengano sgretolate, o perché ci fa comodo continuare a leggere solo nel nostro libro.

Per chi invece si volesse evolvere e capire eccovi la spiegazione, che non è nulla di mistico, del tipo “dentro l’uovo c’è la vita” (perché comunque anche nelle piante c’è la vita), ma un semplice fatto di “numeri”: c’e bisogno di produrre un determinato numero di uova, la richiesta è enorme (solo in Italia se ne consumano 12 miliardi l’anno). Perciò la grande industria ha bisogno prevalentemente di galline femmine, perché ovviamente i maschi non fanno uova, i maschi sono una merce di scarto, non servono. Quindi… quando alcune uova, quelle che si decide di far schiudere, metteranno al mondo pulcini maschi e pulcini femmine in misura piuttosto equa, i pulcini maschi vengono tritati vivi, oppure uccisi con il gas o gettati come spazzatura. Non sono io ad affermarlo, basta una breve ricerca su internet e avrete la conferma che non dico frottole.

Anche la famosa “gallina del contadino” da cui tutti affermano di comprare le uova, proviene da questa realtà. Per acquistare lei (solo il termine “acquistare” mi da fastidio perché gli animali non sono oggetti), si manda un pulcino maschio al tritacarne. Vivo, indifeso e senziente. Guardatevi il video, è una cosa che ha dell’incredibile. Letteralmente viene prodotta una vita e dopo pochi istanti uccisa perché non ci serve più. Crediamo di essere Dio. Diamo e togliamo la vita come vogliamo. E questo è solo l’inizio; le galline nel 90% dei casi sono allevate in gabbie strettissime, per ogni animale è previsto uno spazio che corrisponde alla grandezza di un foglio 4A. Quando sono allevate a terra sono comunque ammassate, con uno spazio previsto di circa 1 metro quadrato per 9 unità. Nella quasi totalità dei casi viene tagliato loro il becco (ricco di terminazioni nervose e senza anestesia) perché impazziscono e si feriscono le une con le altre. Senza considerare che in natura una gallina produrrebbe circa 10-15 uova l’anno mentre le galline moderne, frutto del risultato di anni di selezioni genetiche sono trasformate in vere e proprie “macchine da uova”, ne producono circa 300 l’anno. Inoltre in natura una gallina avrebbe un’aspettativa di vita che potrebbe arrivare addirittura fino a 20 anni, mentre nell’industria dopo 2 anni di sfruttamento viene spedita al macello.

A chi mi dice di mangiare pochissime uova rispondo: non c’è solo l’uovo consumato in quanto tale ma ci sono le brioches, le torte e i biscotti con cui si fa colazione o si festeggia il compleanno, le tagliatelle, le frittate ecc… È una richiesta enorme.

Vi prego, smettiamola di far soffrire gli animali. Apriamo gli occhi. La spiegazione sul perché anche il latte provoca sofferenza nel prossimo articolo

Per approfondire:

https://essereanimali.org/2017/05/fasi-produzione-di-uova

https://www.essereanimali.org/allevamenti-galline-uova

https://www.animalequality.it/alimentazione/uova/

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